Pirelli HangarBicocca

Milano, 09.04.2015-30.08.2015

JUAN MUÑOZ

Double Bind & Around

L’edizione di Double Bind di Juan Muñoz per Pirelli HangarBicocca replica la celeberrima installazione del 2001 alla Tate con una versione, che pur nelle differenze ambientali, conserva intatte l’essenza e la potenza evocativa del modello.

Lo studio, con la guida di Vicente Todolí e della famiglia dell’artista, si occupa del progetto di allestimento dalla fase preliminare a quella esecutiva, dirigendo le attività di cantiere durante la realizzazione.

Rispetto all’edizione londinese qui vengono adottate scelte progettuali e costruttive molto diverse. A Londra era stato realizzato un sistema a telaio in carpenteria metallica impostato su una maglia strutturale con campate di luce modesta, che prevedeva nuovi pilastri in sala (risolti formalmente con la finzione di mimare quelli già esistenti nella Turbine Hall).

In HangarBicocca la logica viene rovesciata e, invece di sostenere l’opera dal basso, l’intero impalcato viene “appeso” dall’alto, a partire dal colonnato esistente. In questo senso la versione di Double Bind in Pirelli HangarBicocca è letteralmente “site-specific”. La soluzione però non è priva di difficoltà tecniche: le distanze da coprire in assenza di appoggi intermedi, per esempio, superano i 14 metri, rendendo impensabile sia l’utilizzo di telai tradizionali sia, per ovvie ragioni di costo, la realizzazione di strutture ad hoc. La scelta adottata dallo studio è allora quella di realizzare lo scheletro dell’opera a partire da un grande ponteggio che ha una caratteristica particolare: essere orizzontale anziché verticale. Una decisione che oltre a ridurre sensibilmente costi e tempi di cantiere, permette una soluzione formale senza l’ausilio di elementi aggiunti, estranei sia a Double Bind sia all’HangarBicocca.

Double Bind è scandita in tre livelli leggibili dal basso verso l’alto. Un livello inferiore, completamente accessibile, dal quale si può poter contemplare un secondo livello di aperture (cavedi) con gruppi scultorei. E, infine, un terzo livello (dei trompe l’œil) visibile solo da un piano intermedio.

Rispetto alla versione della Tate, in HangarBicocca l’intradosso di piano viene  abbassato con l’intento di accentuare l’incombenza del soffitto e di avvicinare i gruppi scultorei al punto di vista dei visitatori. In questo modo il plafone, apparentemente senza sostegni, a livello inferiore sembra galleggiare nel vuoto. Il livello dei trompe l’œil è raggiungibile per mezzo di un ponteggio esterno, lasciato volutamente a vista in modo da dichiarare il suo carattere accessorio. Rispetto alla versione originale posizioni e disegno dei trompe l’œil e dei cavedi reali viene ridefinito per ricreare un effetto di illusione ottica coerente. I cavedi reali nell’impalcato vengono percepiti dal basso come scene teatrali per l’azione immobile delle sculture e dei frammenti architettonici. Qui viene ricalcata fedelmente la versione londinese ripetendone misure e ordine, fino alla copia del dettaglio più minuto.

 

Foto © Attilio Maranzano
Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano;
The Estate of Juan Munoz, Madrid.

Juan Muñoz, Double Bind & Around

COMMITTENTE

Pirelli HangarBicocca

CURATORI

Vicente Todolí

ATTIVITA' DELLO STUDIO

Progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori

TEAM

Progetto: Federico Colletta con Gianpaolo Tomasi, Melina lazzaroni

Strutture: STG ingegneria srl

FORNITORI

Marcegaglia spa, Covelt srl, Cate srl, Benfenati spa

 

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